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| La Liquigas controlla la fuga per lasciare a Purito la responsabilità della corsa. Nel week end prima resa dei conti. E a Cervinia il Giro troverà gelo e nevischio
SESTRI LEVANTE (Genova) Domani sull'arrivo di Cervinia ci saranno pioggia e nevischio: due gradi sottozero. Si annuncia maltempo anche domenica sulla tappa meno considerata e invece più rischiosa del Giro, quella di Pian dei Resinelli, dove le salite tortuose, le discese a forma di serpente e la strada stretta si annunciano per decine di chilometri. Va bene, diciamo che i big aspettano Pampeago, Mortirolo e Stelvio. Ma in dodici tappe non si è visto un vero affondo. Con il serbatoio delle energie già a metà livello e con la paura di restare senza forze anche prima del previsto, rispetto al passato.
EQUILIBRIO Questo Giro 2012 si sta trasformando in un viaggio nell'ignoto. Dove l'equilibrio è testimoniato da fotografie in cui tutti i leader sono in prima fila: gruppo aperto, da sinistra a destra, che occupa tutta la strada. Prendete la tappa di ieri. Da mal di testa gli ultimi 17 km, senza un rettilineo. Lo strappo di Villa Tassani, 5 km al 6% con cambi di ritmo continui, e la successiva discesa sinuosa di 4500 metri, da favola per Savoldelli e Nibali, erano perfetti per una stoccata. Non decisiva, certo, ma in una corsa di tre settimane si lavora di psicologia, di punzecchiature che alla sera fanno andare a dormire col dubbio: la forza del rivale, un gregario poco in palla, un errore. Finale perfetto per la maglia rosa Joaquin Rodriguez, che fa dello scatto in salita su cambiamento di ritmo e dell'abilità in discesa due punti di forza. Eravamo certi che avrebbe provato a sorprendere corridori più «statici» come Basso e Kreuziger per guadagnare ancora; pensavamo che la Lampre di Scarponi e Cunego (uno dei migliori discesisti al mondo) avrebbe spalleggiato la russa Katusha, per sfiancare Basso e la sua Liquigas.
COLPO DI SCENA La fuga parte subito, prima ora a 51 di media. E ci sta. Vanno via in 9, un solo italiano, Ivan Santaromita. A 65 km dall'arrivo il primo colpo di scena: Rodriguez si avvicina all'ammiraglia. La decisione è: non difendere la maglia rosa, non inseguire quel gruppetto in cui il francese Casar, a 4'01", è il più vicino in classifica. Il vantaggio dei fuggitivi sale: 7' a meno 40 km. Niente maglia vuol dire meno obblighi, meno conferenze stampa, niente tempo perso tra controlli antidoping (obbligatori per il vincitore e il capoclassifica), tv e microfoni. E a Rodriguez sarebbe piaciuto riposarsi due giorni prima di Cervinia.
RISPOSTA Ma stavolta il piano non funziona. Perché la Liquigas, per difendere Basso dalle insidie del tracciato, si schiera pancia a terra. Scatta la trappola. Su Villa Tassani non si muove nessuno, Capecchi e Szmyd sono giganti. E il vantaggio della fuga diminuisce: in 5 km di salita, il gruppo recupera 1'. «Purito» Rodriguez può ancora provarci, Scarponi è con Cunego in prima...Read the whole post...
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- Giro d'Italia 2012
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